A Roma il nuovo cinema romeno

Il ProCult Film Festival dal 22 al 25 novembre.

Roma, 21 novembre (Romano Milani) - Se l’Italia ha contribuito con la Romania demograficamente ospitando la comunità straniera più numerosa - si valutano in poco meno di un milione, tra censiti e non, i romeni nel nostro Paese – il più giovane (insieme alla Bulgaria) degli Stati della Comunità europea ha dato il proprio apporto finanziario al cinema di casa nostra. Negli ultimi cinque anni la Romania ha realizzato otto film, tutti usciti sui nostri schermi e tre, infatti, sono in coproduzione con noi: “Sette opere di misericordia” dei De Serio, “Mar nero” di Francesco Bondi e “Il concerto” di Radu Milhaineanu.

A farci conoscere, ora, la “nuova onda” rumena, sarà il ProCult Film Festival in programma a Roma, dal 22 al 25 novembre all’Accademia di Romania. Lungometraggi, documentari, ma anche una selezione di cortometraggi e della migliore animazione caratterizzeranno le giornate della rassegna.

Tra gli ospiti del festival, il regista Lucian Georgescu, che presenterà il suo “The Phantom father” (Tatal fantoma), che racconta di Robert Traumn – interpretato da Marcel Iures - professore statunitense, alla ricerca del padre, famoso romanziere e dello zio, famigerato gangster di Chicago. Nella sua ricerca viene aiutato dalla bella bibliotecaria Tanya. Arriveranno così ad un anziano proiezionista, Sami, vecchio amico del padre di Robert, anch’egli nei guai.

In cartellone anche “le Nozze mute” di Horațiu Malaele, una commedia che volge in tragedia: la storia vera di un matrimonio, in un villaggio rumeno, nella primavera del 1953. Il 5 marzo, durante la cerimonia, arriva la notizia della morte di Stalin: le autorità proibiscono ogni cerimonia pubblica, ma il matrimonio non si ferma. La conseguente punizione di Stato sarà sanguinosa e agghiacciante.

Spazio anche ai documentari con “La vasaia” di Vama Sării, diretto da Tudor Chirila, Premio APTR (L’Unione dei Cineasti di Romania) per il miglior documentario televisivo 2012, che, utilizzando lo stile del cinéma- vérité, segue un’anziana in ogni fase della produzione dei vasi.

Tra i cortometraggi in programma il pluripremiato “Gobbel”, di Raluca David, la storia di anziano solo che si trasferisce in un villaggio della Romania per morire. Gli abitanti del villaggio si alternano per organizzare il suo funerale. Quando un ragazzo del posto muore inaspettatamente e una frana distrugge la strada per arrivare al villaggio, i genitori del defunto chiedono a Gobbel gli articoli per il funerale.

(cinegiornalisti.com)